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Cos'è la WJJF?

La World Ju-Jitsu Federation (WJJF) è un’organizzazione di arti marziali nata a Liverpool, in Inghilterra. Fu fondata nel 1976 nel North West Endland e più precisamente a Fazakerley, un sobborgo di Liverpool, dove attualmente si trova la sede mondiale della Federazione.
La World Ju-Jitsu Federation fu creata con lo scopo di promuovere lo studio del Jujitsu ed aiutare ad organizzare, controllare e sviluppare tale arte marziale in Inghilterra e nel mondo. Il Soke della WJJF è il maestro 9° dan Robert Clark, il presidente internazionale è il Dr. Giacomo Spartaco Bertoletti. La WJJF è un membro riconosciuto della “All Japan Ju Jitsu International Federation”.

clark gsb

Stile

L’insegnamento WJJF è basato su un syllabus sviluppato da Clark le cui linee guida sono la rapidità e l’incisività delle azioni, tutte finalizzate o al rapido raggiungimento di una posizione di vantaggio o alla fuga. Le tecniche insegnate vanno dai pugni e calci alle prese e alle controtecniche, ponendo particolare attenzione alle leve articolari ed ai colpi ai punti vitali. La parte più tradizionale del Jujitsu è stata mantenuta sottoforma di Kata. È presente un insieme di tecniche con le armi mutuate dal Kobudo.

Organizzazione

Grande e prestigiosa federazione di Ju-Jitsu, la World Ju-Jitsu Federation (W.J.J.F.) viene istituita nel 1976 a Liverpool (Inghilterra) ad opera del suo fondatore, il Maestro Robert Clark, più precisamente a Fazakerley, che rappresenta tuttoggi la sede tecnica internazionale. Ben presto, questa disciplina si diffonde su tutto il territorio britannico, fino ad arrivare ad un numero impressionante di affiliati affascinati dal Ju-Jitsu "metodo Clark", ma anche da una filosofia basata su valori positivi che ognuno di noi ricerca durante la fase del proprio cammino.
Il carisma del Maestro e il suo modo di interpretare il Ju-Jitsu, fanno sì che il suo stile varchi i confini della Gran Bretagna e avvicini persone di altre nazioni che chiedono di poter attingere alla sua fonte inesauribile di conoscenza marziale, costruita attraverso decenni di esperienze in tutto il mondo e messe a disposizione.
Inizia così una "migrazione" verso il Regno Unito che vede maestri - che oggi sono punti di riferimento nelle varie nazioni - andare fino alla sede mondiale della WJJF Clark dove passa le sue conoscenze ed energie per pochi eletti, che nel corso degli anni hanno costruito e consolidato un intenso rapporto con il Maestro di Liverpool, diventando allievi diretti, come il M°Stefano Mancini.
Oggi la W.J.J.F. è presente in tutto il mondo, con dei referenti nazionali di alta qualità tecnica, come in Italia, dove il M° Stefano Mancini è punto di riferimento per il Maestro Clark e per l’intera federazione mondiale.
La WJJF oggi è una rete di club sportivi: può divenire membro qualunque club o gruppo di club che pratichi il jujitsu secondo gli standard approvati dalla Federazione. La Federazione ha attualmente affiliati in più di 20 paesi che coprono i 5 continenti (v. Links).
La WJJF conduce corsi nazionali e internazionali di Jujitsu e Kobudo e ha prodotto vari libri e video a riguardo. Robert Clark in qualità di “Chief International Technical Director” della World Ju-Jitsu Federation ha scritto i manuali ufficiali della scuola mostrando centinaia di tecniche attraverso sequenze di foto commentate. Lo stile di Jujitsu descritto nei suoi libri è quello attualmente insegnato nelle palestre affilate alla Federazione: è stato creato adattando le tecniche tradizionali a contesti urbani più moderni.

      

Robert Clark è anche il direttore tecnico internazionale ed è assistito dai suoi stretti collaboratori, tra cui Giacomo Spartaco Bertoletti presidente internazionale della WJJF/WJJKO, Stefano Mancini direttore tecnico della WJJF Italia TM ed allievo diretto del Soke. Il D.T.N. Mancini è a capo della World Ju-Jitsu Federation T.M. Italia, braccio italiano della W.J.J.F., che vanta un elevatissimo grado tecnico riconosciuto a livello internazionale. Infatti il nostro D.T.N. accompagna il Soke Clark in tutte le manifestazioni o stage di carattere europeo e non, sia come docente e allievo diretto del caposcuola, sia come rappresentante ufficiale della W.J.J.F. anche nei casi in cui il Maestro sia impossibilitato a partecipare.
Quindi è proprio per merito del nostro Direttore Tecnico Nazionale, che la scuola italiana è riconosciuta e apprezzata come tra le migliori nel mondo, sia come espressione tecnica di difesa personale, sia come interpretazione perfetta dello stile del Maestro Robert Clark.
Attualmente la W.J.J.F. è presente nei vari continenti e nazioni in maniera professionale, sotto un profilo privato ma anche istituzionale specialistico , insegnando ai civili, sia nelle strutture scolastiche che di svago come ad esempio le palestre, ma anche a chi della propria e altrui sicurezza fa il suo mestiere; basti pensare a tutte quelle scuole di polizia e militari che hanno richiesto le nostre prestazioni, come già avviene in diverse nazioni dei vari continenti.
Una professionalità maturata quindi in tanti decenni di studi approfonditi del Ju-Jitsu e della difesa personale in generale, ma anche un impegno rivolto ad una parte profonda di noi stessi: un lavoro duro e incessante, che ci accompagna fedele in un cammino, che è quello di conoscersi sempre meglio e metterci costantemente alla prova, riuscire a trovare quella chiave di svolta che possiamo trasmettere agli altri, cosicché questa energia positiva che abbiamo avuto la fortuna di incontrare possa essere condivisa anche da chi non l'ha recepita direttamente.

      

Filosofia

“Il Ju-Jitsu è solo un mezzo” di Robert Clark

"Il Ju-Jitsu, l’antica arte marziale dei samurai, è certamente l’arte del sapersi difendere, ma anche un mezzo per conoscersi e conoscere gli altri.
Un mezzo, con cui l’uomo riesce a confrontarsi, sia dentro che fuori se stesso, un mezzo che lentamente si insinua nella parte più profonda di noi e prontamente riaffiora ogni qualvolta necessiti la sua presenza, sia nel momento del pericolo, sia negli attimi in cui diventa importante trasmettere certi fondamentali al prossimo.
Attraverso la gestualità dei movimenti e la ricerca della pulizia della tecnica, impariamo per prima cosa a conoscere noi stessi e i nostri limiti fisici, che sono imprescindibili da quelli mentali. In base al principio che il Ju-Jitsu innanzitutto è una disciplina psico-motoria, fino a che non impareremo a gestire il nostro corpo, non avremo mai nè la stabilità, nè l’equilibrio, nè la capacità mentale di reazione ad una aggressione. Per questo è fondamentale che ognuno di noi impari ed applichi su se stesso, attraverso il “mezzo”, questi concetti, che formeranno le basi per una buona crescita personale.
Il Ju-Jitsu infatti, è praticato in un contesto collettivo, scambiandosi i ruoli di attacco e difesa, quindi percependo a livello psico-motorio e fisico, sia l’azione passiva dell’aggressione che quella attiva, formando così un percorso assolutamente individuale.
Pertanto, è necessario conoscere tutti quegli aspetti positivi o negativi di noi, e imparare a dominarli come ad esempio la paura, la paura di farsi male, la paura di cadere o addirittura la paura dello stare insieme. La nostra istintiva aggressività, ad esempio, se convogliata nel momento giusto e nella giusta maniera, si trasforma in una forma positiva di energia per la reazione a degli eventi di pericolo, ma tutto questo deve essere scoperto, indirizzato e assolutamente gestito. Il Ju-Jitsu, è anche un tramite per riscoprire i nostri pregi e difetti, e ci insegna a livellare queste proprietà, ed equilibrare tutti quegli aspetti che normalmente non conosciamo o non vogliamo conoscere e quindi non siamo capaci di amministrare.
Ma, il “mezzo”, è anche un’ottima occasione di socializzazione, dove si creano dei forti legami che vanno al di fuori del Tatami, e a volte addirittura al di fuori di città o nazioni, creando delle vere amicizie, che in alcuni casi durano anni anche se gli incontri fra le parti avvengono raramente e in contesti di stage nazionali o internazionali, ma sempre con profondo rispetto da ambedue i lati.
Comunque ottenere risultati e obbiettivi importanti (ed ognuno di noi ha i propri) non è assolutamente facile, proprio perché, come la vita che ci mette di fronte tutti i giorni a dei nuovi ostacoli da superare, così il Ju-Jitsu ci presenta costantemente il conto, spronandoci a fare meglio ed interagire con esso, riversando nella vita giornaliera, quello spirito positivo che ci permette di proseguire al meglio il nostro cammino."

      

Motivazioni

Il progresso è un affascinante e misterioso quanto inarrestabile meccanismo, composto da due aspetti: uno positivo, fatto per esempio di battaglie vinte contro malattie importanti oppure di scoperte e invenzioni meravigliose; l’altro, decisamente negativo, come ad esempio il terrorismo in tutte le sue forme, la conseguente crescita di criminalità e violenza a livello mondiale. Proprio come una moneta, le cui due facce sono diametralmente opposte, ma tuttavia indivisibili: come lo yin e lo yang del Tao, le due energie universali, la negativa e la positiva.
Per chi è alla scoperta di se stesso nel caos moderno può essere necessario andare alla ricerca di una via che ci riporti a quei valori che sempre più spesso vengono dimenticati o soppressi. Un ottimo mezzo è il Ju-Jitsu.
Trovare un motivo collettivo per fare Ju-Jitsu non è semplice, in quanto, ognuno di noi ha esigenze e volontà diverse. Questa disciplina, tuttavia, riesce a dare una chiave precisa per ogni tipo di aspettativa sia fisica che mentale che spirituale.
Il Ju-Jitsu W.J.J.F., che trae antiche origini ma che si rapporta ai giorni nostri con tecniche moderne e da strada, è considerata tra le più efficaci arti marziali, consigliata ai bambini come ottima disciplina psico-motoria, ai ragazzi e giovani in genere come espressione di difesa e rafforzamento della sicurezza interiore, in particolare alle donne, come metodo di difesa personale contro tentavi di stupro e aggressione, agli anziani come metodo di riattivazione psico-fisica.
Infine, la W.J.J.F. è già a disposizione delle istituzioni, come organi di polizia, corpi speciali dell’esercito ed operatori di sicurezza in genere, con tecniche particolari e mirate per il lavoro che devono svolgere (ad esempio gestire, accompagnare, bloccare, o arrestare un individuo), come già accade in Canada, in Israele, in Inghilterra, in Ungheria ecc.
A tutto questo, dobbiamo aggiungere che l’ambiente dove viene praticata la difesa personale è un ambiente sano e positivo, dove si creano amicizie e contatti, un ottimo luogo dove socializzare diventa naturale quanto spontaneo, contribuendo al raggiungimento dell’ambìto esame che non è solo un passaggio di cintura e di livello, ma anche un occasione di verifica con noi stessi e di conseguente crescita interiore.
Il Ju-Jitsu è un mezzo che ci guida, attraverso gli anni di pratica, alla scoperta di noi e delle nostre potenzialità. E’ questo l’unico motivo comune per cui lo si pratica, e più si va avanti, più se ne acquisisce consapevolezza, rafforzando i punti deboli e trasformandoli in punti di forza.

      

FiMA

La FiMA o “Females in Martial Arts” è la branca della WJJF riservata a sole donne: sono infatti del gentil sesso sia studenti che istruttrici. Ha come fine la promozione dell’uguaglianza di opportunità delle donne nelle arti marziali ed è specializzata in corsi di arti marziali condotti da donne per sole donne. La rappresentante mondiale FiMA è l’inglese Susan Bott, 6° dan e allieva diretta di Robert Clark. La responsabile nazionale è Patrizia Cassoli 4° Dan (allieva diretta del M°Stefano Mancini), la quale ha ricevuto la nomina in Liverpool dal Soke Robert Clark per le grandi capacità tecniche, gli anni di studio e la grande energia profusa nella divulgazione del jujitsu fra le donne. Nella FiMA sono accettate le jutsuka affiliate alla WJJF con o senza abilitazione all’insegnamento, quindi sia istruttrici dal 2°Dan in poi, sia cinture colorate. Per farne parte ed essere riconosciute a livello internazionale è indispensabile fare richiesta direttamente alla sede italiana di Pisa, tramite il “Direttivo Federale Nazionale”, che provvederà dopo un’attenta valutazione a trasmettere i nominativi per l’iscrizione nel settore FiMA. Dalla sede centrale in Inghilterra verrà rilasciato un "badge" (da applicare sulla spalla destra del "gi") e un diploma esclusivo, che ne attesterà l’ufficiale appartenenza.
Entra anche tu nella FiMA. Facendo parte della WJJF basta una semplice domanda di ammissione alla sede centrale di Pisa o più semplicemente inviando una mail a patriziacassoli@gmail.com. Potrai partecipare a corsi di formazione per diventare Coach e partecipare a tutti gli eventi dedicati alle Donne.
Avrai l’opportunità di poter insegnare a donne e ragazze proprio come te, confrontarti con loro, con le loro paure, con le loro esperienze, trasmettendo tutta la tua energia, la forza interiore e la determinazione, mettendo a disposizione degli altri la tua conoscenza nel jujitsu.




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